“Quando ci mette la coda”, il film ispirato alle novelle di Camilleri

"Quando ci mette la coda", il film ispirato alle novelle di Camilleri

C’è il Sud intenso e struggente, con i suoi sguardi lunghi e i suoi silenzi accesi di voci, nel film di Salvatore Negro “Quando ci mette la coda”: liberamente tratto da una novella di Andrea Camilleri, il cortometraggio si snoda in una manciata di minuti che sembrano slargarsi nello spazio di un battito di ciglia, perché le emozioni dilatano il tempo e la clessidra dell’anima ha i suoi ritmi che l’orologio non conosce.

 

“Carmine e Giulia affidano il figlio alla nonna paterna, per andare a Ginevra a cercare fortuna.”– spiegano gli autori- “La nonna non ha affatto un rapporto idilliaco con il nipote, anzi si dimostra aspra e dispotica nei sui confronti. Tonino è vessato dalla nonna: la fede o meglio, la sua ossessione paranoica per la fede cattolica, la porta a considerarlo figlio di un errore, perché nato fuori dal matrimonio. E’ un gioco al massacro, in cui sarà il pubblico a decidere chi sarà il vinto e il vincitore.”

Si partecipa con trasporto alla vicenda umana dei personaggi, narrata con delicatezza, in dialoghi di occhi e parole, lasciando filtrare nella semplicità di quattro mura, il sole che è conforto e speranza, a lenire il dolore che viene da lontano: rancori antichi ai quali non si dà un nome, ma qualcuno ne paga il prezzo amaro. Si ha quasi la sensazione che la luce calda che penetra dalle finestre, sia carezza al sapore d’arancio: agrume di Sicilia, del quale percepiamo l’odore, anche se non ci sono battute in vernacolo. Accade a Sud dei Santi, in una famiglia in cui i legami di sangue diventano ferite aperte e la calma apparente di un giorno qualsiasi, nasconde universi di segreti.

Si somigliano un po’ tutti i Sud del mondo, e anche noi ci ritroviamo in un ritmo lento scandito da preghiere bisbigliate e invocazioni alla Vergine Maria. Il sogno della vincita al gioco è un miraggio e un’allucinazione, ci puoi perdere la testa. O possono fartela perdere i casi della vita.

 

E’ stata la raccolta di novelle Il diavolo, certamente! di Camilleri, edita da Mondadori, ad ispirare Salvatore Negro, che ad ogni proiezione ama ricordare il grande narratore siciliano, per rendergli omaggio e far conoscere al pubblico aspetti meno noti della sua vita, tipo l’incontro con il grande Luigi Pirandello o i momenti della giornata dedicati alla scrittura. Ed è stato immensamente suggestivo assistere alla proiezione nell’incantevole e raccolta location di Nostoi Libri a Gallipoli: un luogo di arte e cultura, dove ogni pietra e ogni arredo sembrano avere, a loro volta, una storia da raccontare.

 

Un lavoro corale “Quando ci mette la coda”, prodotto da Nostoi Libri e dall’Associazione Culturale P.etra di Cutrofiano, in provincia di Lecce, che è stato sostenuto da Tecknocostruzioni di Italo Tricarico a Gallipoli e dal Centro diagnostico Sant’Andrea di Antonio Raone ad Acquarica del Capo (LE).

Gli interpreti sono: Simone Della Rocca, Mary Negro, Gabriele Polimeno , Alessia Cuppone, Caterina De Benedetto, Luca Ferilli, Carlo Solidoro, Lucas Waldem Zanforlini.

 

Soggetto , sceneggiatura e regia sono di Salvatore Negro; direttore della fotografia Cosimo Fiore; operatore di ripresa Giulio Schirosi; fonico presa diretta Gianluca Farina; montaggio Daniele Pignatelli; tema musicale Christian Pagano; costumi Susanna D’amato; parrucchiere e trucco Mary Sindaco; scenografia Federica Grasso; arredamento curato da Antichità e restauro di Marcello Grasso di Ruffano (Le); segretario di edizione Stefano Minisgallo. Un ringraziamento particolare va alla Compagnia teatrale “TALIANXA” di Gallipoli e a 29 nove Soc. Coop. di Cutrofiano (Le).

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Commenti
  • Elena Adriana Papa

    Beppe sei mitico!

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Maria Pia Romano

Maria Pia Romano è nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei giornalisti dal 2000. Collabora con testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica e comunicazione scientifica, uffici stampa e organizzazione di eventi.

Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, “Linfa” (LiberArs, 1998), “L’estraneo” (Manni, 2005), “Il funambolo sull’erba blu”, (Besa 2008) e “La settima stella” (Besa 2008) e i romanzi “Onde di Follia” (Besa 2006), “L’anello inutile” (Besa 2011-2012-215), che ha ottenuto le Tre penne di Billy il Vizio di leggere, Rai 1, e finalista Premio Nabokov; “La cura dell’attesa” (Lupo 2013), vincitore Premio Libriamola 2013, Premio Carver, Premio Il Tombolo Città di Cantù e Premio Città di Mesagne, finalista Premio Essere Donna Oggi 2016; e “Dimmi a che serve restare” (Il Grillo editore 2015).

Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per i suoi lavori. Le sue poesie sono inserite nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra a Cesa. È stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il festival della letteratura italiana in Brasile del 2011.

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