“Nessuno come noi” e la magia di ritornare teenagers

“Nessuno come noi” e la magia di ritornare teenagers

Qualcuno ha detto che bisogna diffidare da chi ascolta un solo tipo di musica, io concordo perché l’ostinata convinzione che la bellezza possa abitare solo da qualche parte e non altrove mi irrita.

Ci sono colonne sonore per ogni stagione. E lo stesso accade per i libri: alcuni si sorseggiano, altri si leggono d’un fiato. Ubriacature di parole che fanno bene al cuore. Io leggo di tutto, da sempre. Ogni volta con la speranza densa di attese del viaggiatore che si dispone verso la nuova meta.

Quando ho visto il mare sulla copertina dell’ultimo romanzo di Luca Bianchini ho iniziato subito a sognare. Mi sono tuffata con gioia nella lettura di Nessuno come noi, edito da Mondadori. Ho creduto che avesse le radici a Sud, invece mi sono ritrovata a Torino, nel 1987, insieme a un gruppo di liceali. Anni in cui non c’erano gli Smartphone: si comunicava con i bigliettini e non con WhatsApp. Non esistevano i post da condividere, ma c’era il tempo da passare insieme.

“La casa dove nasci segnerà per sempre la tua vita. Potrai abbandonarla, dimenticarla, dipingerla o trasformarla. Potrai riempirla di libri e svuotarla di ricordi, nasconderla dietro le persiane o lasciare che la luce la investa. Potrai aprirla gli altri o tenerla tutta per te, averla perennemente in ordine o disseminare i tuoi vestiti in giro. Ma le mura fra cui sei cresciuto condizioneranno chi sei e chi sarai.”

Luca Bianchini mi ha portata per mano in una Torino che non conoscevo, perché a parte il Salone del Libro e il Museo Egizio, dell’elegante città del Nord io che ho l’anima impastata di salsedine, tra le albe idruntine e i tramonti gallipolini, proprio non so nulla. Ed è stato bello fare un giro in moto con i suoi personaggi. Entrare nelle loro case e respirare aria di famiglia.

I miei occhi ridono quando leggo le pagine di Luca Bianchini.

Avevo letto alcuni dei suoi libri precedenti, divertendomi. E’ questa la parola esatta, perché le sue storie ambientate nella mia Puglia mi hanno donato gioia azzurra a piene mani. E anche l’ultimo romanzo non tradisce le aspettative: scorrevole, semplice, si lascia divorare in poche ore.

Aprire questo libro è come entrare in una macchina del tempo: si ritorna teenagers  e si rivivono le emozioni preziose di quell’età, in cui ci si intristisce per un bacio non dato e si attende con trepidazione la gita scolastica. Le promesse acerbe nate occhi dentro occhi, le corse in moto, la felpa firmata sfoggiata con orgoglio. Studiare insieme prima delle interrogazioni, il mondo degli adulti che a volte appare distante e incomprensibile, a volte sa far male senza preavviso agli occhi di figli che vogliono sentirsi grandi, eppure non hanno le spalle abbastanza larghe per sapere quanto la vita può sorprenderti. E non sanno che “ci sono baci a cui è impossibile dire di no”.

“Nessuno è come noi”: li abbiamo sentiti vicini da subito Vince, Cate, Spagna, Romeo e abbiamo tifato per loro. Ci siamo emozionati con Betty per una fetta d’amore inaspettata, a cinquant’anni. Siamo teneramente ridiventati liceali, con la stessa intatta freschezza di allora. E poi ce lo siamo ripetuti anche noi: nessuno è come noi, che siamo arrivati a quarant’anni con un lavoro precario e le spalle dritte, con una manciata di sogni nel cassetto, che mettiamo nello zaino al mattino per farne realtà. Ogni mattina.

Nessuno è come noi, che aspettiamo le ore della sera, quando tutto il mondo si ferma, per cercare il tempo lento di una pagina e rinnovare il nostro piacere di leggere.

Questo titolo infonde speranza a ognuno di noi. Che sia un motto, che conferisca grinta al nostro andare consueto, giorno per giorno.

Nessuno è come noi, caro Luca, tu lo sai bene. Tu che ti doni con slancio ai tuoi lettori, dispensando energia positiva a piene mani. Generosamente. Se tu fossi un colore saresti il giallo, il colore del sole.

E questo sfrenata solarità che ti vibra dentro, arriva al cuore di chi ti è vicino. E tu sai che “la luce, come l’amore, ha il dono di rendere più bella la vita.”

Nessuno è come te!

 

Maria Pia Romano

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Maria Pia Romano

Maria Pia Romano è nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei giornalisti dal 2000. Collabora con testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica e comunicazione scientifica, uffici stampa e organizzazione di eventi.

Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, “Linfa” (LiberArs, 1998), “L’estraneo” (Manni, 2005), “Il funambolo sull’erba blu”, (Besa 2008) e “La settima stella” (Besa 2008) e i romanzi “Onde di Follia” (Besa 2006), “L’anello inutile” (Besa 2011-2012-215), che ha ottenuto le Tre penne di Billy il Vizio di leggere, Rai 1, e finalista Premio Nabokov; “La cura dell’attesa” (Lupo 2013), vincitore Premio Libriamola 2013, Premio Carver, Premio Il Tombolo Città di Cantù e Premio Città di Mesagne, finalista Premio Essere Donna Oggi 2016; e “Dimmi a che serve restare” (Il Grillo editore 2015).

Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per i suoi lavori. Le sue poesie sono inserite nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra a Cesa. È stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il festival della letteratura italiana in Brasile del 2011.

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