L’esercizio della felicità, un romanzo intenso e commovente

L’esercizio della felicità, un romanzo intenso e commovente

“Un romanzo di un candore profondo”: così Roberto Cotroneo definisce il libro di Monica Conforti L’esercizio della felicità, Manni editori, e spiega: “Dietro l’apparente linearità di questo libro si agitano correnti sotterranee, dolori sommersi, che descrivono il dolore senza ostentazione, sussurrando. Ne esce una trama narrativa che nella semplicità trova un senso, una ragione, anche un modo tenace per superare il dolore e trasformare la memoria in un codice per interpretare e vivere il futuro.”.


Un titolo bellissimo ed una copertina accattivante, per un romanzo intenso e commovente, opera prima di una donna elegante e intelligente. Ho conosciuto Monica qualche mese fa, ad una presentazione letteraria e abbiamo iniziato a parlare di libri. Legge tanto Monica, da sempre, con passione e slancio. Parla dei libri che legge, prima di quello che ha scritto e di quelli che verranno, definendosi  una scrittrice “esordiente”, eppure ha il talento di chi sa vedere e far nascere le storie, dal mare gonfio delle emozioni.

Il suo entrare in punta di piedi nell’universo della gente che scrive è prova di grande umiltà e maturità. E il suo libro, ben strutturato e scritto con cura, dosando sapientemente le immagini per le caratterizzazioni di paesaggi interiori e situazioni, si è rivelato un successo di pubblico e di critica.

 

Monica Conforti narra la storia di Giulia, una donna che percepiamo da subito complessa e fragile, per questo ci riconosciamo in lei, nelle sue debolezze e nel suo bisogno di conferme. E’ incredibilmente bella e, al tempo stesso, tremendamente sensibile: il suo mondo interiore complicato e delicato, contrasta con il suo aspetto sfolgorante. Giulia ha bisogno di essere accolta e tace: vive di amori, cercando l’Amore. Arriverà l’uomo con le spalle larghe, affascinato dalla sua anima, prima che dai suoi capelli biondi e le sue forme sinuose. Giulia cresce nel corso della narrazione, e noi con lei, attraversando le esperienze dei suoi vent’anni, i suoi amori, i suoi studi, fino al matrimonio con Giorgio, l’uomo buono e realizzato, che la rende felice e la fa diventare madre.

Ci sono i viaggi, il prestigio, i soldi, due bei figli. Tutto è perfetto.

 

Quando sembra che tutto scorra in maniera idilliaca, arriva la vita a spaginare i programmi di una giovane coppia innamorata. E’ allora che Giulia, la ragazza bella e fresca nella sua dolcezza e nelle sue imperfezioni, scopre una forza inaspettata dentro di lei: il destino è segnato, lei affronta la sofferenza atroce riscoprendosi cresciuta all’improvviso. Non sono gli anni che l’hanno fatta maturare, ma i giorni brevi e atroci del nero, che lei attraversa senza conoscere la ricetta per salvarsi, con l’unica consapevolezza di dover andare avanti, per il bene dei figli, per rispetto alla vita stessa, che chiede altra vita.

 

Ora non è più tempo di tacchi e di feste: lasciate alla spalle le frivolezze e le amenità della stagione felice, si apre un universo nuovo, in cui lo schiaffo di un presente ingiusto, stordisce e lascia senza parole. E’ allora che iniziano le pagine più intense e vere del libro: quelle in cui l’esistenza ha perso i colori e Giulia deve inventarseli, mescendoli dalla tavolozza dell’anima. Per i suoi figli, per Giorgio. Ogni perbenismo di facciata di finti amici è inopportuno: c’è spazio solo per il tempo lento dell’amore straziante per chi sta per partire.

 

Chi resta si aggrappa al ricordo e deve trovare il modo di rinascere, a suo modo. Questo accade a Giulia e il libro, in fondo, è un inno alla vita, che va amata comunque, perché sa regalare gioie pure, che il tempo non potrà mai scalfire. L’amore è dentro di noi e va custodito gelosamente; in queste intense e commoventi pagine, troviamo una donna che si riempie lo sguardo di cielo e trova il modo di affrontare la vita.

 

Il disincanto e le sofferenze hanno reso i suoi occhi lucidi e ancora più profondi. Lei porta scritto dentro il suo percorso doloroso e la sua conquistata serenità ce la restituisce ancora più bella, mentre il suo sorriso si apre su orizzonti di luce nuova. Giulia non si interroga sulle geometrie del futuro, ma si slancia verso quello che verrà con la fiducia rinnovata dei puri di cuore che si affidano alla vita.

 

Maria Pia Romano

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Maria Pia Romano

Maria Pia Romano è nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei giornalisti dal 2000. Collabora con testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica e comunicazione scientifica, uffici stampa e organizzazione di eventi.

Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, “Linfa” (LiberArs, 1998), “L’estraneo” (Manni, 2005), “Il funambolo sull’erba blu”, (Besa 2008) e “La settima stella” (Besa 2008) e i romanzi “Onde di Follia” (Besa 2006), “L’anello inutile” (Besa 2011-2012-215), che ha ottenuto le Tre penne di Billy il Vizio di leggere, Rai 1, e finalista Premio Nabokov; “La cura dell’attesa” (Lupo 2013), vincitore Premio Libriamola 2013, Premio Carver, Premio Il Tombolo Città di Cantù e Premio Città di Mesagne, finalista Premio Essere Donna Oggi 2016; e “Dimmi a che serve restare” (Il Grillo editore 2015).

Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per i suoi lavori. Le sue poesie sono inserite nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra a Cesa. È stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il festival della letteratura italiana in Brasile del 2011.

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