Il Premio ”Il Tombolo” e la bellezza degli incontri

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Ci sono eventi che sono passerelle e ci sono cose fatte col cuore. Ci sono appuntamenti mondani e ci sono strette di mano sincere, che valgono più di ogni parola. Non sopporto i tacchi alti e gli abiti lunghi, mi sento a mio agio solo dove posso essere me stessa, al di là dei palcoscenici. E io che non amo i premi letterari, che gratificano ma che troppo spesso non scaldano l’anima, mi ritrovo ora a scrivere di un evento che mi ha premiata e che è mi ha inondato il cuore di speranza e di positività.

A Cantù ho ricevuto in dono un prezioso Tombolo, fatto da mani esperte che ho immaginato operosamente al lavoro; ho incontrato persone amabili, che mi hanno accolta con gioia, facendomi sentire a casa mia per il breve spazio di una sera di fine maggio, in cui abbiamo fatto festa. E’ stata la festa dello stare insieme amando i libri, la lettura: come naufraghi su isole dimenticate, che affidano bottiglie al mare con pensieri segreti profumati d’inchiostro, abbiamo condiviso la felicità di vedere quelle isole incontrarsi.

E’ stato bello portare le mie stanze di carta fino a Cantù: la mia Puglia, il mio Salento, l’Alta Murgia, la storia di Alba e della sua maternità inattesa. E’ stata emozione intensa vedere le mie pagine apprezzate da chi in quel mare di parole si è immerso davvero, gustando le atmosfere che ho scritto nei miei luoghi dell’anima. E’ stato dolce brindare insieme al successo di tutti, alla lunga vita dei libri, all’amore per la lettura ed alla bellezza del coraggio. Perché organizzare eventi simili non è facile, in Puglia come altrove. Neanche a Cantù. Ed è grazie alla tenacia di pochi che certe manifestazioni nascono e crescono, come fiori delicati e preziosi, che necessitano della giusta luce per svelare nel tempo l’incanto dei loro colori.

Ringrazio la Pro Cantù e Rino Ceci, l’organizzatore del Premio “Il Tombolo”, per le emozioni che mi hanno regalato aprendomi le porte della loro Città con tanto slancio e gioia: un’accoglienza meravigliosa che mi ripaga di tante difficoltà incontrare nel cammino e rinvigorisce i miei passi di nuovo slancio.

Ringrazio la Giuria, presieduta da Angelo Maria Perrino, per essere entrata nell’anima de “La cura dell’attesa”, Lupo editore ed avermi fatta commuovere con una motivazione che è poesia.

Grazie, a chi sa che non sempre è facile, ma si ostina a volerci provare, perché un attimo di condivisione ripaga di mesi di ansie.

Sono partita da Brindisi con uno zainetto e la voglia di andare, sono tornata arricchita dalla bellezza sincera della condivisione, che si svela nel sorriso sincero di chi sa.

 

‘Il breve romanzo sorprende, come una conchiglia che rivela, in crescendo, una musica. ricca di assonanze e frammenti ritmici portati a riva dalla marea che asseconda.
Il vagito che erompe dal grembo di Alba, è un fiore che sboccia e si affaccia alla primavera della vita, e l’amore che vi ha impresso il segno del divenire si fa voce che scorre nel sangue, diviene languore, sospiro, carezza.
I luoghi dell’anima non hanno confini, ma restano i regni immaginati dove tutto si rapporta all’ amore della vita e Alba ne è presa, come da un refolo di vento. 
I vuoti esistenziali trascritti in curve perfette e formule matematiche mediante gesti fluidi e quasi erotici sono l’epifania con cui Alba manifesta la sua fragilità, che si coniuga con la poesia segreta che si sprigiona dal nucleo della conchiglia marina emersa dalla marea.
La trama è sostenuta da una scrittura fluida, da un linguaggio ricco di immagini poetiche che esprimono forza e delicatezza al tempo stesso.’

La Giuria del Premio Nazionale ‘Il Tombolo’ Città di Cantù

Maria Pia Romano

18 giugno 2014

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Maria Pia Romano

Maria Pia Romano è nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei giornalisti dal 2000. Collabora con testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica e comunicazione scientifica, uffici stampa e organizzazione di eventi.

Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, “Linfa” (LiberArs, 1998), “L’estraneo” (Manni, 2005), “Il funambolo sull’erba blu”, (Besa 2008) e “La settima stella” (Besa 2008) e i romanzi “Onde di Follia” (Besa 2006), “L’anello inutile” (Besa 2011-2012-215), che ha ottenuto le Tre penne di Billy il Vizio di leggere, Rai 1, e finalista Premio Nabokov; “La cura dell’attesa” (Lupo 2013), vincitore Premio Libriamola 2013, Premio Carver, Premio Il Tombolo Città di Cantù e Premio Città di Mesagne, finalista Premio Essere Donna Oggi 2016; e “Dimmi a che serve restare” (Il Grillo editore 2015).

Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per i suoi lavori. Le sue poesie sono inserite nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra a Cesa. È stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il festival della letteratura italiana in Brasile del 2011.

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